GIOVANNA D’ARCO

A me piacciono molto le opere liriche che abbondano in cori e la Giovanna d’Arco che hanno dato stasera alla Scala ne aveva di superbi. L’opera mi è piaciuta e io mi sono divertita moltissimo.

Queste, invece, le cose che, invece, non mi sono piaciute:

1-io avrei evitato di conciare re Carlo come un gianduiotto;

2- Giacomo vestito come Giorgio Germont, mi ha un po’ destabilizzata (senza contare che quando parla di “triboli” nella seconda scena del secondo atto o quando attacca, all’inizio del 3° atto “Speme al vecchio era una figlia”, mi è sembrato di essere in piena Traviata)

3-il libretto mi è sembrato un po’ scombinato.

P.S. La Netrebko mi è sembrata bravissima, come cantante e come attrice

MA TU IL CORANO L’HAI LETTO?

Così, in televisione, il musulmano di turno col ditino alzato a rimarcare quanto sei ignorante e quanto non hai titolo per parlare male dell’islam, dal momento che non lo conosci.

Oh, mai nessuno che gli risponda che no, il Corano non l’ha letto e non ha nessuna intenzione di leggerlo.

Perchè io, il Corano non lo voglio leggere, io voglio solo non dover guardare con una certa apprensione la mia vicina col velo; perchè, se ho vicini ebrei, buddisti, evangelici ortodossi, non è che devo per forza leggermi, la Torah, i testi buddisti (non lo so come si chiama il loro testo sacro), o il vangelo versione evangelica e ortodossa.

DOMANDE

Io, sia chiaro, sono per l’accoglienza senza se e senza ma di chi scappa dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla fame: anche se abbiamo poco, lo dobbiamo dividere con chi ha meno di noi.
Oggi, mentre mettevo in ordine la cucina, ascoltavo, in sottofondo, non so quale telegiornale e ho sentito:
1-nel sassarese, un gruppo di quelle persone salvate dai barconi, ha passato, per protesta, la notte sul pulman che li aveva trasportati, perchè l’agriturismo che avrebbe dovuto ospitarli era troppo isolato, troppo lontano dai centri abitati;
2-un ragazzo, per arrivare in Italia, ha pagato 1.600 dollari per arrivare in Libia e altr 2.300 per arrivare in Italia.
Mi sono chiesta se anche queste persone fanno parte delle categorie che io accoglierei.

ALTRO CHE IL SIGNOR TRAIN!

Su Facebook frequento un serissimo gruppo, peraltro chiuso, dedicato al diabete e oggi uno degli amministratori ha postato  l’impagabile perla che copincollo qui di seguito. Leggetela, mentre io vado a  vedere chi sono quelli che l’hanno approvata per sputargli in un occhio.

Sinceramente ed a testa alta sono FELICISSIMA che ieri sia stata APPROVATA la mozione a mia PRIMA FIRMA dove si impegna il Governo:

1) a promuovere, nel rispetto delle disposizioni comunitarie così come recepite a livello nazionale, iniziative volte a informare e diffondere le metodologie alternative alla sperimentazione animale;

2) a promuovere corsi di formazione ad hoc rivolti a studenti universitari e professionisti della ricerca al fine di acquisire sempre più una maggiore comprensione delle metodologie alternative e migliorare così la qualità della scienza.

La senatrice Elena Cattaneo e tutti i vivisettori per hobby si possono rassegnare al progresso ed alla BUONA politica e per coloro che sono capaci a leggere credo sia evidente che negli impegni si chiede solo quello che la legge consente.

Domandatevi chi sono le vere BESTIE.
Felici metodi alternativi a tutti.

L’ETERNO RIPOSO

Nel 2002 Enrico Letta aveva 36 anni, e a 32 era già stato ministro: prima alle Politiche Comunitarie, poi all’Industria, in un ministero di peso ereditato da Bersani. Il più giovane della storia della Repubblica (dopo qualche anno il primato glielo tolse la Meloni): diligente, preparato, efficiente. Lo incontrai nel suo studio all’AREL in una dolce mattinata di primavera, per parlargli di lavoro, da lobbista: in particolare delle iniziative del forum italo-spagnolo che animava (e anima tuttora, mi pare). Nei preliminari – ovviamente riservati alla chiacchiera politica di prammatica – non potetti fare a meno di chiedergli, ad un certo punto: “Scusa Enrico, ma tu che cosa aspetti? La vecchia classe dirigente del centrosinistra è finita e non è riciclabile. Tu sei giovane ma sufficientemente esperto, hai fatto il ministro due volte. Sei un volto nuovo e pulito, pupillo dei vecchi Dc, apprezzato dai comunisti. Lanciati nella mischia, candidati a costruire l’alternativa a Berlusconi…”. Lui mi gelò: “Ma figurati, chi me lo fa fare? Berlusconi tra un po’ finisce male… E, anche se la legislatura dura, nel 2006 tornerà Prodi, io avrò a stento 40 anni… non ho nessuna impazienza…”.

Andai via veramente deluso. In quei giorni la discussione sulla leadership del centrosinistra impazzava, i girotondi circondavano la vicina piazza Navona, qualche sera prima Moretti aveva lanciato la sua nota fatwa: “Con questi dirigenti la sinistra perderà per i prossimi venti anni”. E il giovane Letta mi annunciava che sarebbe tornato Prodi, e che lui poteva tranquillamente aspettare. Come in effetti ha fatto, trascorrendo grigiamente il decennio, sempre senza combattere, senza un guizzo di vitalità. Pienamente assimilabile all’esercito di dinosauri da cui avrebbe potuto distinguersi. Fermo. Immobile. Anche quando, infine, ha ricevuto gentilmente in dono l’investitura del governo, riuscendo dopo un po’ a sfiancare persino il povero Napolitano.

Ora, improvvisamente, l’ex-giovane Letta è diventato impaziente e iperattivo. Scrive libri, e dà l’assalto ai talk-show per presentarli. Verga lettere per i giornali, e quella alla Stampa di oggi è un esempio fulgido del suo stile: quattro colonne di piombo per non contestare neppure in un punto il merito delle cose dette ieri da Sorgi sulla riforma elettorale che tanto gli piaceva e ora non più, perché è Renzi a farla. Annuncia l’esilio parigino e le dimissioni da parlamentare. Ma per luglio. Sapendo che la Camera le respingerà, e lui dovrà inchinarsi e raccogliere il grido di dolore dei resistenti, di cui diventerà capo. Pronto a sgambettare alla prima occasione l’orrido Caudillo, per farci ripiombare nella sonnolenza eterna.

PRESO QUI: http://claudiovelardi.com/2015/04/30/leterno-riposo/