DOMANDE

Io, sia chiaro, sono per l’accoglienza senza se e senza ma di chi scappa dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla fame: anche se abbiamo poco, lo dobbiamo dividere con chi ha meno di noi.
Oggi, mentre mettevo in ordine la cucina, ascoltavo, in sottofondo, non so quale telegiornale e ho sentito:
1-nel sassarese, un gruppo di quelle persone salvate dai barconi, ha passato, per protesta, la notte sul pulman che li aveva trasportati, perchè l’agriturismo che avrebbe dovuto ospitarli era troppo isolato, troppo lontano dai centri abitati;
2-un ragazzo, per arrivare in Italia, ha pagato 1.600 dollari per arrivare in Libia e altr 2.300 per arrivare in Italia.
Mi sono chiesta se anche queste persone fanno parte delle categorie che io accoglierei.

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19 risposte a "DOMANDE"

  1. Notiamo con dispiacere che il nostro collega Erasmo è in moderazione da lungo tempo, mentre il sig.Train accede liberamente. Non vorremmo che andasse su altri blog a gloriarsene, scrivendo: “E’ divertente vedere come schiumano di rabbia i compari di merende dopo essere stati cacciati a pedate nel sedere dalla blogger Frine, mentre io posso liberamente commentare da lei…

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  2. Rispondo seriamente, come se il sig. Train non esistesse (e in effetti non esiste, persino meno del sig. Giulietto Chiesa).
    Io non sono per l’accoglienza senza se e senza ma. Lo dico con franchezza, prima di tutto perché è impossibile, a meno che non si voglia cancellare del tutto la nostra identità, già fortemente incerta a causa della demografia; in secondo luogo perché non è giusto che l’Europa si faccia carico di tutte le guerre, spesso tribali, che scoppiano in Africa e in Asia, e che non si possono più attribuire al colonialismo (viene anzi il dubbio che quello sia stato il periodo in cui si sono scannati di meno: hutu e tutsi si sono massacrati non appena hanno avuto la possibilità di farlo); in terzo e più decisivo luogo perché la società multietnica e multireligiosa, che per comodità chiamiamo multiculturale, è qualcosa che può riguardare soltanto le élites – che per altro, checché ne dica quel fesso di Giulietto, esse stanno realizzando. Non ci vedo complotti, ci vedo qualcosa di storicamente ben documentato e che inevitabilmente si ripete quando troppe genti e troppi costumi vengono in contatto – inevitabilmente – disordinato. Il marxismo ha avuto il grosso limite di sottovalutare quelli che i classici chiamavano mores, riducendoli al rango di sovrastrutture, che influiscono sì sulla cosiddetta struttura, ma sempre da essa dipendono, perché essa costituisce il principio.
    E’ una allucinazione. Lui non poteva saperlo, aveva un orizzonte troppo limitato, ed era troppo condizionato da quel che stava succedendo ai suoi tempi. Poco si è avverato di quanto ha immaginato, ed esclusivamente in ambito europeo o se si vuole occidentale.
    I nostri tempi hanno dimostrato che le capacità di attrazione di forze oscure – siano esse la volontà di sterminare gli infedeli o l’abnegazione a resistere senza reagire, una specie di martirio subito dai cristiani d’oriente – sono molto più forti delle cosiddette strutture materiali per miliardi di persone. Lo dimostra del resto la diversità di comportamento tra cristiani d’Africa e quelli d’Asia. I primi, sostenuti da legami tribali, non fanno saltare le moschee, è vero, ma quando possono si difendono, e senza pietà, dagli attacchi islamici; nel medio oriente, dove il cristianesimo fu il regno dell’ascetismo, non esiste vera reazione, se non grazie ai curdi, che cristiani non sono: e solo tra loro qualche cristiano si arruola per combattere.
    Così stanno le cose; e si aggiunga che noi occidentali non possiamo più dirci cristiani se non per un umanitarismo generico, senza basi se non una patina etica che presto scomparirà, se non scompariremo prima noi a forza di accogliere.
    Infine, com’è stato fatto notare, perché gente che fugge dalla guerra, e giunge in paesi non in guerra, prosegue verso l’occidente, sia esso la Germania o l’Australia? E i messicani che emigrano negli States mica sono alla fame: vogliono solo maggior benessere.
    E lo si ricordi, sono 6 miliardi di persone, quelle che vogliono maggior benessere, e il miliardo che sta meglio potrà fare un po’ di elemosina, poi sarà ridotto come loro… o meglio, sarebbe, se non ci fosse una élite, come io spero, che in qualche modo e per qualche tempo saprà amministrare, e diciamo pure sfruttare, il fenomeno.
    La carità lasciata alla sensibilità dei singoli individui è fragile, è senza basi, è fugace, è insufficiente; non c’è nessun comandamento, nessun principio assoluto, retorica a parte, su cui poggiare le nostre buone intenzioni. Dipendono dall’indole di ognuno di noi, e questo non basta.
    Ho scritto di getto, sono stato certo prolisso e forse anche confuso, ma voglio aggiungere ancora una cosa: io ne ho le scatole piene di questa retorica sull’umanità. Quando si dice, riferendosi a delitti particolarmente efferati “questi sono comportamenti disumani”, significa solo che abbiamo ormai totalmente dimenticato sia gli insegnamenti cristiani, per chi ci crede, abolendo il peccato e il demonio perché non ci fanno comodo, sia quelli classici, per cui l’humanitas è una faticosa conquista che mai si è sognata di negare che nell’uomo di sia anche il male, tanto che il mantra di Topo Gonzo e di tanti Topigonzi “homu sum, nihil humani a me alienum puto” [correttamente citato] vuol dire proprio questo: non guardare a un assassino come se la cosa ti riguardasse, tu non puoi giurare su te stesso finché non sarai arrivato alla fine della tua vita. Farlo si chiama hybris, e questa è bene lasciarla ai Giulietti e agli idioti come il sig. Train (sul quale non metterei la mano sul fuoco).

    p.s.
    Queste parole sono scritte da una persona che non si ritiene affatto malvagia. Scusi sig.ra Frine se mi sono permesso: è stato il senza se e senza ma (anche se poi i se e i ma sono venuti) a spingermi a scrivere queste parole. Il senza se e senza ma non esiste, è una specie di martellamento del cervello iniziato in chiave antiamericana e, per essere chiari fino in fondo, anche antiisraeliana.
    Le auguro una buona, anzi ottima giornata, carissima supervisora.

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    1. Erata corigge:

      “homp sum, nihil humani a me alienum puto” [correttamente citato] vuol dire proprio questo: non guardare a un assassino come se la cosa NON ti riguardasse,

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    2. Caro RedCac, (perché è lei che scrive, vero?) come giustamente osserva nel suo post scriptum, in realtà i se e i ma nel mio post c’erano, magari scritti male e in modo poco chiaro, ma c’erano. In fondo volevo solo dire che l’accoglienza deve essere rivolta solo a chi davvero fugge da guerre e fame, cioè da vere situazioni di emergenza; il che, ovviamente, non vuol dire che li dobbiamo accogliere tutti e solo noi, e, soprattutto, (anche se questo mi è rimasto nella tastiera) senza nessuna acritica accondiscendenza alla “cultura del diverso”. Alcuni tratti della cultura delle persone che vengono fanno schifo e devono cambiare se vogliono rimanere qui. Anzi, sarebbe opportuno che cambino anche a casa loro.

      P. S. Forse anche questa risposta è un po’ confusa e incompleta, ma come scrittrice non sono un gran che e oggi proprio non mi veniva niente di meglio.

      P. P. S. E che bisogno c’era di scrivere che lei non si ritiene una persona malvagia? Crede che mi sia dimenticata di tutto l’impegno che, ahimè inutilmente, lei ha profuso per recuperare il signor Train?

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      1. Sì è vero, ci sono i se e i ma. Il mio modesto punto di vista è che ormai sono insufficienti: posto che un giorno finisca la guerra fratricida anche perché magari l’Occidente troverà meno caro provvedersi di petrolio con altri mezzi (non dimentichiamo mai gli insegnamenti del sig. Chiesa), dovranno pure pensarci i loro ricchissimi governanti a ridurre fame e miserie.
        Tuttavia, dopo gli insegnamenti di questi ultimi tempi, dovremmo discriminare anche noi come fanno loro, senza rinunciare ai principi della nostra civiltà, che esigono però una reciprocità inesistente. Di conseguenza l’accoglienza per i cristiani e gli yazidi (quel che ne resta) e l’aiuto militare ai curdi sono fuori discussione; gli altri hanno dimostrato e dimostrano tutti i santi giorni di non sapersi né volersi integrare. Trovi un matrimonio misto: la donna cattolica diventa SEMPRE musulmana, e talora anche l’uomo si converte. Una volta riconosciuto il potere di attrazione della religione, facendo ammenda delle nostre presunzioni laiche (un conto è essere laici, altro conto sentirsi forti per la propria laicità, che in realtà ci rende più deboli, come Kant è oggettivamente più debole non solo di Marx ma, è ovvio, anche di Maometto), riconosciamo una buona volta la natura del pericolo. Non possiamo fare un interrogatorio alla loro coscienza quando arrivano, ma il fatto che vogliano rimanere fedeli a regole di una religione spesso in contrasto con le nostre leggi (e addirittura la nostra costituzione), sarà bene riparlare di accoglienza quando quel mondo di sarà pacificato, e senza pretese esportazioni della democrazia alla Bush o illusori discorsi del ca…iro alla Obama. Devono fare, posto che vogliano, della strada da soli.
        Si trascurano però sempre particolari non irrilevanti dal momento che non riguardano noi: perché i buddhisti birmani non riconoscono diritti ai musulmani (non hanno votato alle ultime elezioni “libere”), in Thailandia compiono attentati perché vogliono che una provincia sia governata dalla loro sharia, in Cina ci sono 80 milioni di uiguri che trovano il coraggio di ribellarsi nientemeno che al governo cinese, che ne fa impiccare ufficialmente uno ogni dieci che ammazza effettivamente. Lì non è certo colpa dell’occidente, e quindi il sig. Chiesa ne tace.
        Ora so bene che qualche sig. Train mi darebbe del razzista anche se sto parlando di religione; per dimostrare che si sbaglia devo dire, come dico, che quanto scrivo lo considero valido anche per musulmani di nascita e nome italiani?
        In questi giorni ho sentito ripetere più volte che l’islam è una religione di pace. E’ una menzogna insopportabile. Ovunque hanno la forza la esercitano come l’hanno sempre esercitata. Che poi questo sia un problema, nel mondo di oggi, nessuno lo nega; ma il problema va affrontato nei suoi termini corretti, non con le boldrinate.
        Del resto, l’appello diramato dal Consiglio francese del culto musulmano, insieme alla buona volontà, mostra ancora parecchi limiti: “i versetti coranici e le Hadith autentiche condannano senza equivoci ogni atto che minaccia alla vita degli innocenti… Noi, musulmani di Francia, riaffermiamo il nostro rifiuto categorico e senza ambiguità per ogni forma di violenza e di terrorismo che sono la negazione dei valori della pace e della fraternità insiti nell’Islam… Noi, musulmani di Francia siamo cittadini francesi a pieno titolo, facenti parte integrante della Nazione, e solidali con l’insieme della comunità nazionale. Noi, musulmani di Francia, proclamiamo il nostro attaccamento indefettibile al patto repubblicano che ci unisce tutti. Noi, musulmani di Francia, proclamiamo la nostra adesione totale ai valori della repubblica… e termina con una preghiera verso Dio, il Clemente e il Misericordioso, perché preservi e benedica la Francia”.
        E’ un primo piccolo passo, ma mancano ancora molte cose. La prima, è una versione ufficiale del Corano, che fino ad oggi non esiste. Si decidano, sono fatti loro: finché qualcuno diffonde versetti “non autentici” senza che esista una autorità in grado di sconfessarli, io non mi accontento. In fondo il sig. Rushdie – e molti altri con lui – sono condannati a morte per aver parlato “da eretici” del Corano, e la condanna è venuta da altissime autorità religiose. Manca poi la definizione di “innocente”, perché secondo le interpretazioni, magari non autentiche ma diffuse e a disposizione di tutti, chiunque non rispetti la sharia là dove esistono musulmani non è innocente. Lo stesso dicasi di quei valori di pace “insiti nell’Islam”: sono tutti da dimostrare, e soprattutto insospettisce il fatto che questa decisione (per ora sono parole) sia stata presa soltanto in un momento in cui tutto il mondo stava prendendo atto delle caratteristiche uniche di quella religione, la sola nata come religione di guerra e rimasta sempre tale, solo talvolta conculcata, giustamente, dalla forza. Infine, debbono aggiungere esplicitamente che chi vive in Europa deve rinunciare alla sharia a favore della legge delle stato, perché sanno bene, gli imam francesi, che ci sono città in Europa dove i musulmani vivono secondo la sharia e noi europei lo tolleriamo, o almeno lo tolleravamo fino a ieri.
        Quindi, in conclusione del lunghissimo pippone, centri di accoglienza in paesi islamici “moderati”; soldi, anche tanti, in attesa che i loro ricchi governanti decidano di smettere di comprare banche, squadre di calcio e industrie per creare qualcosa nei loro paesi. Finché questo non succederà, spiace dirlo, mi trovo costretto ad essere d’accordo con le posizioni più intransigenti nei loro confronti… senza arrivare alla Cina, che se non fosse un paese imperialista come nessun altro mai, avrebbe lasciato indipendenti sia lo Xinjiang sia il Tibet e non dovrebbe più reprimere minoranze religiose che, in loco, sono nettissime maggioranze, anche se i cinesi stanno facendo in entrambi i paesi quanto ha fatto il sig. Mussolini in Alto Adige e il sig. Stalin in tutta l’Unione Sovietica.

        p.s.
        Sig. Train: non legga, pensi alla… beh ha capito.

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      2. Maryan Ismail è una signora milanese, etnologa, musulmana, segretaria cittadina del PD milanese, si è spinta ben oltre il Consiglio del culto francese: e affermato la necessità della netta separazione, nell’islam, fra politica e religione; ha pubblicamente redarguito la giunta milanese perchè nel bando per la costruzione della moschea perchè mancava qualunque elemento relativo a tale separazione. L’ho sentita in televisione e non credevo alle mie orecchie. Certo, è la prima, e finora l’unica volta che sento un musulmano parlare così!

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      3. E’ comunque, Sig.ra Supervisora, un buon segno.
        Il problema però consiste nel fatto che lo devono fare le autorità religiose, qui e là. Si deve per ora tenere punto il fermo sulla reciprocità. Finché non c’è quella bisogna essere severi. Aspettiamo che severi, come la lodevole signora etnologa segretaria del PD, diventino le autorità religiose. E fin che non c’è una sola autorità cui fare riferimento, nessuna credibilità va concessa.
        A meno che non si voglia continuare con il nostro multiculturalismo, che in realtà non è altro che un disfacimento delle nostre convinzioni – a parte la corsa al benessere – in nome di generici diritti umani pensati quando il mondo non era neppure lontanamente immaginabile in questi termini, quando cioè nessuno pensava che ci saremmo davvero trovati nella condizione di dover amare il prossimo – cosa non facile, come dimostra ogni situazione condominiale – e non il lontano, cosa non difficile e che ci fa anche sentire buoni. Pare sia rimasto uno spesso ingiustificato senso di colpa.

        E’ doveroso aggiungere che per la situazione di Israele, da imputare ai musulmani e alla nostra accondiscendenza, non si sono spese molte parole, anche se sono balenati i coltelli contro chi capita capita.

        Devo anche aggiungere che malvagio è il sig. Train, che mi ripaga do tutto quello che ho fatto per lui con una sorda ostilità.

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  3. Vi chiedo scusa per l’OT, ma sul mio blog, come unico commento al mio ultimo post, peraltro risalente allo scorso giugno, ho trovato un commento firmato Giulietto Chiesa. Ora, io non dirvi se si tratta davvero del Nostro o di un fake, ma vi invito a leggerlo, perchè l’inopinato commento testimonia che il signore in questione legge questo blog e ha letto anche il post e i commenti dedicati al Giulietto nostro.

    Gentile Signora, le parole sono effettivamente di Giulietto Chiesa, però sono state copincollate qui perché volevo burlarmi di lei.

    So, a differenza dei suoi infantili compari di merende, che il gioco è bello quando dura poco e per tranquillizzarla le dico che l’autore dell’infantile marachella sono stato io.

    Si spera che le serva di lezione.

    Saluti

    JT

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    1. Mio caro signor Train, se lei imparasse la regola de: “Il silenzio è d’oro”, guadagnerebbe la stima di un mucchio di gente. Ma tant’è.

      Io amo e apprezzo le burle, ma quando sono tali, questa che ha fatto lei è, invece, una roba che, come al solito, non ha nè capo coda e non si capisce che cos’è.

      Sapere che è lei l’autore non mi ha tranquillizzata, perchè, ovviamente, non mi ero mai agitata.

      Fa bene a sperare che mi serva di lezione, ma la sua speranza sarebbe meglio riposta se si capisse quale sarebbe la lezione che dovrebbe servirimi.

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      1. Precisazione e poi la saluto: non ho alcuna intenzione di guadagnare la stima sua o dei suoi compari di merende, onestamente non so che farmene perché ho capito da tempo immemore che tipi siete.
        Ho la fortuna di avere la stima di tante persone vere che voi non conoscete e che non conoscerete mai e che mi apprezzano per quello che sono.

        P.S. E’ divertente vedere come schiumano di rabbia i suoi compari di merende dopo essere stati cacciati a pedate nel sedere dalla blogger Galatea, mentre io posso liberamente commentare da lei…

        Le auguro buona serata…. Ah, dimenticavo: aggiorni ogni tanto questo blog, altrimenti chiuda se non ha qualcosa di sensato da dire.

        🙂

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      2. Non lo ammettono, però sono certo che invidiano pure me, per il fatto che posso commentare da Galatea mentre loro no. E da tempo sono già in atto rappresaglie: all’utimo pranzo redazionale, mi hanno brutalmente negato la seconda porzione di trippa.

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      1. Un grande imbecille, come si può verificare confrontando lo spessore dei suoi interventi e quegli altri. A lui interessa sempre e solo la sua rispettabilità piccolo borghese.

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    2. Ha perfettamente ragione, RedCac. Del resto la necessità che siano i chierici islamici a muoversi l’ha detto chiaramente, un po’ di mesi fa Al Sisi, quando ha richiamato alle loro responsabilità i docenti di al Azhar.
      Questa della laicità è secondo me, il punto focale della questione, perchè tutto, o quasi (condizione della donna, distruzione degli infedeli ecc.) sono dei corollari: finchè tutto, anche il modo di dormire (ho scoperto che l’islam prescrive anche questo) è “parola di Dio” sarà difficile venirne a capo.
      E, purtroppo, siamo molto lontani dal venirne fuori. In questi giorni sto ascoltando molta televisione e continuo a sentire il mantra:”Voi musulmani dovete condannare con fermezza questi violenti” e nessuno che sfiori quello che io ritengo essere il cuore del problema. Perchè una simile condanna non è insufficiente, è inutile. Possibile che a nessuno venga in mente di fare domande un po’ più profonde e pertinenti.

      P.S. Spero che questo mio commento vada al posto giusto, perchè non ho ancora imparato “la logistica” di wordpress!

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  4. Una nota per tutti quelli che non hanno capito come mi muovo. Io so benissimo chi sono i due cialtroni della Zanzara, così come so chi è l’astuto (ma non troppo) Paragone. Se ci vado è per diversi motivi: a) il primo è che so per esperienza che, per quanti trucchi organizzino, riesco quasi sempre a cavarmela. b) Mi è chiaro che, quasi sempre, sono trappole, ma se mi invitano è perché sanno che “faccio ascolti”. Io anche lo so. Se loro cercano di usarmi (e in parte mi usano, per i loro fini), io uso loro per i miei fini. Che sono quelli di spezzare il silenzio. c) Andare in queste trasmissioni significa toccare pubblici che sono per me irraggiungibili. Certo sono pubblici già fortemente disorientati, ma in mezzo a queste masse manipolate ci sono decine di migliaia di persone che possono ricevere (e infatti ricevono) un messaggio dirompente e diverso. Quindi il risultato è assicurato, anche se la confusione, le interruzioni, le provocazioni, i trucchi sonori, le scorrettezze registiche, riducono la possibilità di esprimere concetti precisi. Ma non è questo il punto principale. Spesso è sufficiente una battuta azzeccata per disinnescare una provocazione complessa. Per esempio un pubblico ostile e perplesso nei miei confronti di fronte alla provocazione della Santanché (sulla domanda: “Sei d’accordo con la Fallaci?, fattami da Paragone) reagisce applaudendomi quando le rispondo: “lei è una grande maleducata”. Applico le loro regole e li prendo in contropiede. E’ solo un esempio. Quello che molti non capiscono è il fatto che questi confronti non sono mai (sottolineo mai) una discussione. Sono uno scontro fatto in gran parte di non argomenti, di colpi bassi. Ai quali non si può rispondere con argomenti (cosa comunque impossibile) ma si deve replicare con colpi di scena. La questione è che bisogna saperli creare. Comunque informo tutti che sto lavorando per produrre uno speciale di pandoratv.it nel quale mostrerò e commenterò tutti i trucchi messi in atto da Paragone per realizzare i suoi piani di disinformazione e per impedire alle idee di farsi strada verso il pubblico. Datemi tempo e ne verrà fuori una chicca deliziosa, che un giorno verrà usata nelle facoltà di scienze della comunicazione per spiegare come avveniva la manipolazione nel tempo dell’inganno universale.

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    1. Questo non è il sig. Train. Questo è un suo scriba, magari il risorto sig. Lazzaro Reggicoda, oppure è uno scriba di Giulietto. Che quando parla di idee (sue) commette un peccato di hybris. Perché il sig. Chiesa non ha idee, ha solo fissazioni. E ricordate che l’Unione Sovietica non ha invaso i paesi baltici, anche se il video russo Ia, russki okkupant afferma il contrario di quanto il sig. Chiesa blatera.

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